sabato, 17 novembre 2007
Ho creato una generazione di fanti, chè fra il toyger e ashera non riesco a decidermi.

Son fanti moderni, uccidono prima ancora di andare in guerra.

Han le trombe e gli stendardi. Han volti ma non hanno occhi.

Duri spietati come draghi trascurati.



Ho creato un esercito di suonatori, chè tra il dire e il fare a me 'sto mare mi ha un po' stancato.

Hanno peana e tamburi, fiaccole lucciole e lanterne.

Cantano ballano saltano cadono, sorridono alla telecamera e si indignano.

Son fatti così. Suonano ma non hanno orecchi.



Ho creato un popolo di sudditi, che il mio nome non ricorda.

Li ho cacciati, torturati, inchiodati, calpestati, ma son tornati.

Non hanno bocca nè orecchi, non sanno che son io il loro dolore.

Han buttato le croci nel fuoco e han respirato l'odore fetido delle ferite sanguinanti.



Ho creato un'eroe, chè il colore della pelle non conta,

ma uccidere chi è più piccolo da semrpe una certa soddisfazione.

Nessun Re ne ha chiesto il corpo e così l'ho mangiato. E ho vomitato.

MInuscole scintille mi hanno schiantato,

aghi insetti e spade tremende mi hanno straziato.

Nemmeno un rimpiato e me ne sono andato.



Ho creato un generale, ma era come me

e ha preso il posto mio.

Ne seguo le gesta, ma lo aspetto al posto mio.
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mercoledì, 14 novembre 2007
Voglio una casa sulla collina, una collina da dove si veda il mare. Intorno i campi, che regolarmente ogni stagione vengono arati e accuditi. Voglio uno spazio libero dagli alberi che mi lasci vedere il cielo dalla finestra della cucina. E le finestre con le persiane, che lasciano entrare la luce la mattina e il buio la sera.

Voglio un camino per  accendere il fuoco e gustarlo insieme ad un buon vino rosso. Voglio che l'odore del fumo si attacchi ai vestiti e hai capelli per segnare la mia appartenenza alla natura. Voglio veder crescere i semi che pianto e voglio sentire il vento e la pioggia battere sul tetto e sulle pareti, senza riparo alcuno.

Voglio sporcarmi le mani di terra.

Voglio accarezzare l'idea che forse un giorno sarà così, o almeno sapere che ho fatto di tutto perchè fosse così.
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domenica, 04 novembre 2007
E' l'odore che più di tutto nei vari momenti della mia vita mi colpisce. L'odore delle giornate in spiaggia, l'odore della pioggia, della neve. L'odore delle mattine storte, quelle che sanno di ansia, e l'odore delle notti insonni e del viso stropicciato del pianto. L'odore del mio peloso quando era piccolo e ora che invece è grande. L'odore di te, che sapevi di cucciolo e se ti tenevo tanto vicino a me poi profumavi del mio profumo.

Ieri lo sapevo che l'odore forte dell'ambulatorio mi sarebbe rimasto addosso come un monito. Come una notte senza sonno e con tanta nausea. Una notte di ansia per te, che così piccola sei rimasta in una gabbia di ferro, dopo mille iniezioni e con una flebo nella zampetta piccola, quella sana, quella scura. Quella che mi stringeva il dito e la mattina mi svegliava. Volevo tenerti con me. Farti crescere e vedere come sarebbe stato bello il tuo pelo da grande. E invece non è stato così perchè...perchè per quanto duro si possa lottare a volte la vita è una cosa che schiaccia anche le cose più belle e tenere come te.

E io resto qui a pensare a come era bello averti addosso la notte e immagnare come sarebbe stato portarti con me, ovunque andassi nel mondo. Forte di essere sopravvissuta a tutto.

E questa mattina di novembre sa ancora di te. Le mie mani profumano ancora dell'ultima carezza fatta quando il tuo corpicino era ormai freddo e duro.

TI voglio bene



Spero di ritrovarti un giorno, da qualche parte, ora ti dico solo....sii forte.

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