lunedì, 02 giugno 2008
Non conosco sentimenti leggeri. O emozioni deboli.
Vivo di stomaco. Ci sono parole o odori..o persone..che mi colpiscono come pugni. Che mi arrivano dentro con una tale velocità e intensità che ti buttano per aria.
E scoprirmi incapace di gestire schianti così potenti mi fa realizzare quanto poco riesca a controllare le mie passioni. Poi tutto passa..o meglio, tutto defluisce. Scende lentamente. Spinto dai tentacoli del raziocino e dei valori con cui una persona crede di essersi costruita.
Eppure dentro c'è il segno.
Implosioni personali.
E vorrei essere capace di emozionarmi ancora, mentre poi non riesco a fare altro che sorridere amabilmente al deserto che ho intorno.
martedì, 18 marzo 2008
Passa anche per di qua la catena dei 5 segreti inconfessabili (?!?!?!), ringraziate tutti
Nez!
1) Quando ero piccola ho incolpato mia sorella di aver rotto un vaso che in realtà avevo rotto io. (Ogni volta che mi chiedono di confessare qualcosa di incofessabile questo vaso è sempre il primo che mi torna alla mente!Un trauma, non un segreto)
2) Una volta ho comprato un paio di scarpe viola che mi piacevano tantissimo, ma siccome non c'era il mio numero le ho prese di 4 numeri più grandi. Pur di metterle riempivo la punta col cotone. Poi un giorno sono sparite....Forse è stato Pippo....o mia madre!
3) Ad una gita scolastica ho visto una mia amica rubare un portachiavi....l'ho pagato io al posto suo.(Perchè i più coglioni prima...passano da me!)
4) Ho volutamente e consapevolmente rigato la macchina della mia professoressa di greco....salvo poi scoprire che avevo sbagliato macchina.
5) Non riesco a vedere i film di paura. Nemmeno Scream
La patata bollente passa a........
SARUCCIA909
PICCOLONEMO
CUDDLE
KAOS
FAGIOLS
Buon divertimento.
martedì, 19 febbraio 2008
Ok, si..non può piovere per sempre. Ok, si deve sempre correre più veloce dei cambiamenti. Oppure ci si deve sedere a riflettere, sentirsi caccolette, sentirsi ancora più caccolette e poi alla fine...comprare Guitar Hero III, per la Play Station, ovviamente. Crogiolarsi nella nullafacenza imparando addirittura a suonare con il livello difficile e dirsi: "Wow, ma quanto stai avanti?!", manco con la chitarra vera son così brava. Suono "welcome to the jungle" quasi meglio di Slash (tse...te piacerebbe...).
Ecco insomma dopo tre mesi di Guitar Hero a manetta (termine appena resuscitato con me dagli anni '80), dopo tre mesi di disperazione, passati più che altro a pulire al lettiera del gatto, dopo tre mesi di "vorrei, cavolo quanto vorrei, ma cavolo quanto sono sfigata..." ho detto basta.
Ho suonato l'ultimo pezzo (Rock You Like An Hurricane, degli Scorpions), ho distrutto la chitarra come Jimi Hendrix e sono uscita di casa, senza sbattere la porta. Ma con le valige in mano.
Hasta la vista, si torna a respirare.
P.S. "Stasera,ripensandoci, con il cuore e lo stomaco in subbuglio, mi dico che forse in fondo la vita è così: molta disperazione, ma anche qualche istante di bellezza dove il tempo non è più lo stesso. E' come se le note musicali creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai. [...]
Perchè d'ora in poi, per te, andrò alla ricerca dei sempre nel mai.
La bellezza, qui, in questo mondo."
(tratto da "L'eleganza del riccio" di Muriel Barbery)
sabato, 17 novembre 2007
Ho creato una generazione di fanti, chè fra il toyger e ashera non riesco a decidermi.
Son fanti moderni, uccidono prima ancora di andare in guerra.
Han le trombe e gli stendardi. Han volti ma non hanno occhi.
Duri spietati come draghi trascurati.
Ho creato un esercito di suonatori, chè tra il dire e il fare a me 'sto mare mi ha un po' stancato.
Hanno peana e tamburi, fiaccole lucciole e lanterne.
Cantano ballano saltano cadono, sorridono alla telecamera e si indignano.
Son fatti così. Suonano ma non hanno orecchi.
Ho creato un popolo di sudditi, che il mio nome non ricorda.
Li ho cacciati, torturati, inchiodati, calpestati, ma son tornati.
Non hanno bocca nè orecchi, non sanno che son io il loro dolore.
Han buttato le croci nel fuoco e han respirato l'odore fetido delle ferite sanguinanti.
Ho creato un'eroe, chè il colore della pelle non conta,
ma uccidere chi è più piccolo da semrpe una certa soddisfazione.
Nessun Re ne ha chiesto il corpo e così l'ho mangiato. E ho vomitato.
MInuscole scintille mi hanno schiantato,
aghi insetti e spade tremende mi hanno straziato.
Nemmeno un rimpiato e me ne sono andato.
Ho creato un generale, ma era come me
e ha preso il posto mio.
Ne seguo le gesta, ma lo aspetto al posto mio.