(sto cazzo di splinder..per una volta che non salvo prima il mio post!)
Ho una strana sensazione addosso,un misto tra ansia ed eccitazione, sarà l'atmosfera surreale e che ricorda i quadri di De Chirico. La città ha le strade gialle e lunghi palazzi bianchi. Sto passeggiando con i miei amici, parlando del più e del meno, quando vediamo un cinema e decidiamo di andare a vederci un film. Entriamo nel palazzo bianco con le enormi insegne rosse. Compriamo i biglietti da un cassiere senza volto che però ci conosce. Entriamo nella sala, il film è in bianco e nero. Lo schermo è gigantesco e si stende per tutte e tre le pareti della sala. I sedili sono minuscoli, così decidiamo di stare in piedi. Appare dal nero dello schermo il faccione bianco dello Zio Fester (quello della famiglia Addams), con gli occhi lividi e al posto della solita pelata tantissimi capelli (ultimamente ho l'abitudine di rendere capelluti i pelati...qualcuno ne sa qualcosa!). ZioFesterRasta fissa lo schermo, fissa noi e non dice una parola. Dopo pochi secondi cambia posizione, si siede, poi si rialza e si mette di spalle, poi si gira e ci punta un dito contro, poi ruota si se stesso si slancia e rimane con una gamba per aria e lo sguardo triste e severo fisso su di noi, su di me. Inizia a girarsi sempre più velocemente su sè stesso, creando un vortice che risucchia anche me... Sto girando e cadendo sempre più in basso, lui mi prende per le caviglie e mi fissa muto, come prima. Io senza dire una parola gli relegalo un grosso fiore che avevo in tasca e lui se lo mangia.
Mi ritrovo catapultata nella città. Sto di nuovo passeggiando e quella luce surreale, giallastra mi pervade la testa, la vista, mi prende lo stomaco. Incontro di nuovo i miei amici e decidiamo di andare a bere qualcosa.
Ci sediamo fuori da un bar dove sedie e tavolino sono trasparenti e poi grigiastri e infine si colorano col colore della nostra anima (che colore ha un' anima? la mia era arancione,rossa e gialla senape). Ordiniamo il primo chupito, il secondo, il terzo. Ridiamo. Poi ad un certo punto tutto diventa nero e vedo questo:
Oh no! il mio incubo. Panico. Terrore. Mi sveglio, ma in realtà sto ancora sognando. Mamma spegni la cassetta. Ho paura paura paura paura... Ora anche i miei amici hanno le faccione da elefanti rosa.
Sento un coro venire da lontano, sempre più vicino, stanno rappeggiando. E' piccolonemo con la sua milizia. Gli elenfanti scappano e io bevo un altro chupito e piccolonemo mi dice:
- I cartoni della Disney non servono a un cazzo!
Ho una strana sensazione addosso,un misto tra ansia ed eccitazione, sarà l'atmosfera surreale e che ricorda i quadri di De Chirico. La città ha le strade gialle e lunghi palazzi bianchi. Sto passeggiando con i miei amici, parlando del più e del meno, quando vediamo un cinema e decidiamo di andare a vederci un film. Entriamo nel palazzo bianco con le enormi insegne rosse. Compriamo i biglietti da un cassiere senza volto che però ci conosce. Entriamo nella sala, il film è in bianco e nero. Lo schermo è gigantesco e si stende per tutte e tre le pareti della sala. I sedili sono minuscoli, così decidiamo di stare in piedi. Appare dal nero dello schermo il faccione bianco dello Zio Fester (quello della famiglia Addams), con gli occhi lividi e al posto della solita pelata tantissimi capelli (ultimamente ho l'abitudine di rendere capelluti i pelati...qualcuno ne sa qualcosa!). ZioFesterRasta fissa lo schermo, fissa noi e non dice una parola. Dopo pochi secondi cambia posizione, si siede, poi si rialza e si mette di spalle, poi si gira e ci punta un dito contro, poi ruota si se stesso si slancia e rimane con una gamba per aria e lo sguardo triste e severo fisso su di noi, su di me. Inizia a girarsi sempre più velocemente su sè stesso, creando un vortice che risucchia anche me... Sto girando e cadendo sempre più in basso, lui mi prende per le caviglie e mi fissa muto, come prima. Io senza dire una parola gli relegalo un grosso fiore che avevo in tasca e lui se lo mangia.
Mi ritrovo catapultata nella città. Sto di nuovo passeggiando e quella luce surreale, giallastra mi pervade la testa, la vista, mi prende lo stomaco. Incontro di nuovo i miei amici e decidiamo di andare a bere qualcosa.
Ci sediamo fuori da un bar dove sedie e tavolino sono trasparenti e poi grigiastri e infine si colorano col colore della nostra anima (che colore ha un' anima? la mia era arancione,rossa e gialla senape). Ordiniamo il primo chupito, il secondo, il terzo. Ridiamo. Poi ad un certo punto tutto diventa nero e vedo questo:
Oh no! il mio incubo. Panico. Terrore. Mi sveglio, ma in realtà sto ancora sognando. Mamma spegni la cassetta. Ho paura paura paura paura... Ora anche i miei amici hanno le faccione da elefanti rosa.
Sento un coro venire da lontano, sempre più vicino, stanno rappeggiando. E' piccolonemo con la sua milizia. Gli elenfanti scappano e io bevo un altro chupito e piccolonemo mi dice:
- I cartoni della Disney non servono a un cazzo!




