giovedì, 11 ottobre 2007
(sto cazzo di splinder..per una volta che non salvo prima il mio post!)



Ho una strana sensazione addosso,un misto tra ansia ed eccitazione, sarà l'atmosfera surreale e che ricorda i quadri di De Chirico. La città ha le strade gialle e lunghi palazzi bianchi. Sto passeggiando con i miei amici, parlando del più e del meno, quando vediamo un cinema e decidiamo di andare a vederci un film. Entriamo nel palazzo bianco con le enormi insegne rosse. Compriamo i biglietti da un cassiere senza volto che però ci conosce. Entriamo nella sala, il film è in bianco e nero. Lo schermo è gigantesco e si stende per tutte e tre le pareti della sala. I sedili sono minuscoli, così decidiamo di stare in piedi. Appare dal nero dello schermo il faccione bianco dello Zio Fester (quello della famiglia Addams), con gli occhi lividi e al posto della solita pelata tantissimi capelli (ultimamente ho l'abitudine di rendere capelluti i pelati...qualcuno ne sa qualcosa!). ZioFesterRasta fissa lo schermo, fissa noi e non dice una parola. Dopo pochi secondi cambia posizione, si siede, poi si rialza e si mette di spalle, poi si gira e ci punta un dito contro, poi ruota si se stesso si slancia e rimane con una gamba per aria e lo sguardo triste e severo fisso su di noi, su di me. Inizia a girarsi sempre più velocemente su sè stesso, creando un vortice che risucchia anche me... Sto girando e cadendo sempre più in basso, lui mi prende per le caviglie e mi fissa muto, come prima. Io senza dire una parola gli relegalo un grosso fiore che avevo in tasca e lui se lo mangia.

Mi ritrovo catapultata nella città. Sto di nuovo passeggiando e quella luce surreale, giallastra mi pervade la testa, la vista, mi prende lo stomaco. Incontro di nuovo i miei amici e decidiamo di andare a bere qualcosa.

Ci sediamo fuori da un bar dove sedie e tavolino sono trasparenti e poi grigiastri e infine si colorano col colore della nostra anima (che colore ha un' anima? la mia era arancione,rossa e gialla senape). Ordiniamo il primo chupito, il secondo, il terzo. Ridiamo. Poi ad un certo punto tutto diventa nero e vedo questo:



Oh no! il mio incubo. Panico. Terrore. Mi sveglio, ma in realtà sto ancora sognando. Mamma spegni la cassetta. Ho paura paura paura paura... Ora anche i miei amici hanno le faccione da elefanti rosa.

Sento un coro venire da lontano, sempre più vicino, stanno rappeggiando. E' piccolonemo con la sua milizia. Gli elenfanti scappano e io bevo un altro chupito e piccolonemo mi dice:

- I cartoni della Disney non servono a un cazzo!
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sabato, 04 novembre 2006
Allora, succede che passeggiavo tranquilla per Lodi, nella zona vicino al Belfagor per capirci. Trulla trulla e inaspettatamente mi viene incontro il sindaco del mio paesello. Convenevoli, baci abbracci e poi mi chiede se voglio un passaggio fino a Porta Cremona, che è lì a un tiro di sputo, ma la sua Bmw già romba e quindi: perchè no? Non mi ricordavo le strade così larghe, si vede che è tanto che non torno a casa! Parcheggia e scendiamo vicino a un edificio grigiastro, con un portone spropositatamente enorme. Lui entra e io ricomincio la mia passeggiatina. E chi ti trovo? La mia prof delle medie. Guarda un po' che è pure la mia preferita! Baci abbracci e ribaci e riabbracci. Ti va di far due passi con me? mi chiede. Ma perchè no! dico io. E quindi, rieccomi a passeggiar saliamo su un ponte bellissimo, molto alto. Si vede addirittura il mare.
Just a moment... il mare a Lodi? ma..siamo o non siamo immersi nella pianura padana? siamo o non siamo quei fortunati che da un mesetto circa già si bevono la nebbia a colazione e a cena?
A volte è strana la vita.
Comunque continuo a camminare e il mare risplende sempre di più sotto un bellissimo sole autunnale che lo fa scintillare delicatamente. La città si stende sotto di noi, solo che sembra un'immensa metropoli e Lodi non è altro che una provinciotta ingrandita. Niente di più. La mia prof cammina che sembra un'antilope e io non riesco a starle dietro. Il ponte è pieno di gente e si fa sempre più stretto e poi succede che per magia i furboni han tolto la ringhiera. Un ponte sospeso nell'aria pieno di gente senza ringhiera. E la prof che zampetta e io che per starle dietro non so più come fare. Ho paura di cadere! Certo, il paesaggio è da favola. Il mare a Lodi, sembra un sogno...
Il ponte, giunge alfin al termine e io sono felicissima di scendere. Dalla scala? manco per sbaglio! Ci sono della statue immense (che io in confronto sembro una pulce) pietrificate nella classica posa di re seduto sul trono. Per scendere non bisonga far altro che saltare su un occhio un naso un labbro un braccio una gambetta e poi infine buttarsi fiduciosi su un enorme cuscino posto ai piedi della statua. La prof si lancia come se fosse la cosa più normale, pare una giovane antilope. Io me la sto, diciamo, facendo sotto. Scivolo piano piano dall'occhio al naso, dal naso al labbro; dal labbro mi butto sul gomito, dal gomito sulla coscia e poi stando attenta a non scivolare mi butto sul divano. Una botta tremenda.
Finita questa scalata al contrario spero di poter abbandonare, con tutto il rispetto, la prof ma invece mi ffre un caffè. Come rifiutare? E quindi ci inoltriamo in una vietta che sembra arrivi direttamente da Siena. Stretta e affollata e un po' sporca. Passiamo un bar, ma non entraimo lì. Entriamo in un negozietto di quelli cinesi che vendono pistole, binocoli, orologi tarocchi, inutilia cinesie al banco l amia prof ordina due caffè. Esiste qualccosa di più schifoso del caffè cinese? Signori e signore, la risposta è NO! Dopo aver ingollato la "sublime" sostanza, fuggo senza salutare (nè pagare) dall'buco cinese e mi riverso in strata. Incontro Il Fagiolino con la madre, che vanno a spasso con tutti e tre i loro gatti e mi domando se non sia da pazzi farlo visto che è strapieno di gente. E poi li portano a spasso senza nemmeno il guinzaglio? Faccio finta di niente perche vedo che entrano anche loro nel *coso* cinese e io non voglio ripeter l'esperienza. Quindi mi avvio spedita nella direzione opposta. E contro chi vado a sbattere? Un tizio alto, un po' stempiato con i capelli crespi raccolti in un codino di fortuna. Vesito un po' così, trasandato e con uno zainone da trekking colmo di cose sulle spalle. l'ho già visto da qualche parte..cerco di ricordare, ma si, lui è.. NICOLAS CAGE!

A questo punto, mi sveglio. Giuro, niente peperonata, niente di niente. Ma come posso sognare in questo modo???forse ho bisongo dell'esorcista...

P.S. a tutti gli aspiranti registi: la mia attività onirica è protetta da copyright!
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