giovedì, 22 maggio 2008
O forse provando a non essere quello che sono di solito, cioè me, potrei far capire che non è quello che mi manca o che non mi manca che voglio. Ma quello che non ho ciò di cui ho veramente bisogno. La libertà di scegliere indipendetemente dai desideri di genitori che fingono di volere la tua felicità quando in realtà non vogliono altro che studi, ti sposi e fai tanti figli.
Perchè le brave bambine non vivono da sole. Le brave bambine non è giusto che desiderino di vivere secondo i loro desideri. Perchè le brave bambine non sono lesbiche e se anche lo sono si sposano lo stesso e fanno tanti nipoti, ma tanti da non poterne contare. E si scelgono un marito e lo portano a casa e lo presentano e tutti insieme si mangia la pastasciutta della suocera, si beve un bicchiere di vino e si dimenticano tutte le stronzate. Belli e splendenti come nelle pubblicità del Mulino Bianco.
Fottetevi.Ops..le brave bambine non dicono le parolacce....
"perchè l'unico pericolo che sento veramente è quello di non riuscire più a sentire niente..."
giovedì, 15 maggio 2008
il mio blog rappresenta in pieno la mia vita ora. Zero stimoli, zero voglia. Un "su e giù" di emozioni e treni.
A dirla tutta gli stimoli non sono zero, sono molti ma non ho il coraggio e gli strumenti per portarli a termine.
E' più che evidente che devo cambiare qualcosa e non è facile, non è per niente sicuro.
Non sono alle mauritius, mauritius....magari!!!
Sono sempre qui a lottare in mezzo a tutti questi omini grigi che mi attanagliano caviglie e pensieri per trascinarmi sempre più giù.
Resta presente, a volte più, a volte meno, la voglia di farcela, di volare.
[...]Credo che non sia tutto qui, però prima di credere in qualcos'altro bisogna fare i conti con quello che c'è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche dio. Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecento mila al mese, però credo anche che se non leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose. Credo che c'ho un buco grosso dentro, ma anche che, il rock n' roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici ogni tanto questo buco me lo riempiono. Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddie Merckx. Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri.
mercoledì, 20 febbraio 2008
"A volte il vincitore è semplicemente un sognatore che non ha mai mollato"
Jim Morrison
E' vero che c'è la variabile del "a volte"; è vero che chi ha detto questa frase non ha fatto poi una fine bellissima; è vero che per non mollare mai devi avere davvero un fegato sempre in salute; è vero che la sfiga ci vede benissimo; è vero che poi alla fine tutto il mondo fa schifo, che se non ci uccide prima la catastrofe che ci ha predetto l'omino del futuro, ci stermina l'asteroide, sempre che nessuno abbia buttato due tre bombe atomiche nel frattempo.
è vero, tutto questo è vero, ma perchè non provare lo stesso?
Molto probabilmente non sopravviverò alla riunione di famiglia di domenica, con annesso pranzo. Ci saranno più di 90 persone..... (psssst...solo da parte di mio padre, nella fattispecie i figli, le mogli, i rispettivi nipoti con aggiunta di fidanzati/e, dei 13 fratelli della mamma di mio padre. Forse nella confusione non mi noteranno nemmeno...anche se forse mi basterebbe portare un Fagiolo per essere al centro dell'attenzione. wow!)
domenica, 16 settembre 2007
Questo senso di nausea costante. Questa voglia continua di qualcosa che sento di aver quasi raggiunto. Questo svegliarsi ogni mattina col desiderio di essere da un'altra parte. Confondere nel sonno un letto per un altro. Un cuscino con il tuo corpo. Questo distacco dissimulato dalle cose. Quest'ansia sempre presente. Queste valigie sempre pronte, ormai da un mese, di fianco al letto. Questi sorrisi amabili e le detestabili smorfie, qui intorno. Le cose di ogni giorno che mi passano accanto, che non riesco ad afferare. Questo essere innegabilmente legata a te, a loro, al resto. Questa insaziabile necessità di dire la verità, di essere pulita, sincera. Perchè è così che voglio vivere. Onesta. Percè il senso di colpa è l'arma più tagliente che conosco. Questo divagare e tornare e divagare e perdersi in pensieri già fatti, già sviscerati. Queste pareti intrise di silenzi, di pianti, di me. E poi tutte quelle cose laggiù, con te. Con una vita sfiorata, desidertata. Quelle cose sognate e immaginate milioni di volte.
Ogni cosa si dimena dentro di me, perchè non riesce a trovare un posto. Come me.
domenica, 02 settembre 2007
Cosa portarsi via, cosa lasciare.
Ho già tre borsoni pieni di vestiti, due zaini pieni di libri e un'intera libreria di ricordi. Ho le scarpe ancora da prendere, il mio cuscino, i peluche.
Ogni giorno do un ultimo saluto alle cose che ho intorno, agli odori i profumi e non mi curo delle persone. E' brutto scoprirsi a lasciare delle persone e non un luogo. L'attaccamento alla terra è la cosa più istintiva e primaria che possa esistere. Come per i gatti. Mi sento in un universo di odori che conosco, dove mi è difficile fare passi falsi anche ad occhi chiusi.
I cambienti non mi hanno mai spaventato. Possono farmi agitare ma in fondo li sento salutari come una passaggiata in alto, tra i monti. Quando arrivi in cima non ti manca più così tanto la valle.
La strada, il viaggio, il salto, comunque lo si chiami, resta sempre incerto fino a che non muovi i primi passi.
E mi ricordo quando preparavo lo zaino per partire. Mi dicevo "solo l'essenziale", lascia il posto ai fiori, ai sassi che troverai sul cammino. Lascia spazio per le stelle che raccoglierai nella notte, ai profumi nuovi che dovrai mettere da parte. Solo l'essenziale.
Anche stavolta.
Solo l'essenziale