lunedì, 02 giugno 2008
Non conosco sentimenti leggeri. O emozioni deboli.
Vivo di stomaco. Ci sono parole o odori..o persone..che mi colpiscono come pugni. Che mi arrivano dentro con una tale velocità e intensità che ti buttano per aria.
E scoprirmi incapace di gestire schianti così potenti mi fa realizzare quanto poco riesca a controllare le mie passioni. Poi tutto passa..o meglio, tutto defluisce. Scende lentamente. Spinto dai tentacoli del raziocino e dei valori con cui una persona crede di essersi costruita.
Eppure dentro c'è il segno.
Implosioni personali.
E vorrei essere capace di emozionarmi ancora, mentre poi non riesco a fare altro che sorridere amabilmente al deserto che ho intorno.
venerdì, 14 marzo 2008
tramonto



Voglio la primavera, prepotentemente. In realtà gli uccelli già svolazzano e schiamazzano. Gli alberi da frutta in giardino sono fioriti, quindi, buon segno, sta arrivando.

Ma la cosa più bella della primavera sono i maglioncini di cotone e i giubbotti di jeans. Quando andavo a scuola facevo a gara per il giubbottino più fico. Ma mia amdre mi comprava sempre quello più sgrauso e non ho ancora capito perchè. Il peggior ricordo del giubboto di jeans è un giubbottino che sembrava fatto di lamiera. Durissimo. Sembrava la giacca di un robot. Facevo di tutto per renderlo più morbido, mi stritolavo le maniche intorno alla vita quando era troppo caldo per metterlo all'uscita da scuola, durante le lezioni mi ci sedevo sopra, lo riponevo malamente sulla sedia sperando che quel suo essere torturato lo facesse un po' ammollare. Non è servito niente. E farlo lavare poi è stata una pessima scelta, è tornato ancora più cartonato di prima. E da allora è rimasto così. Cartonato.

Meno male il tempo passa, a me i giubbotti di jeans piacciono ancora ma non così tanto da dovermene comprare uno. Cosa che non faccio anche per il timore di non trovarne uno non-cartonato.



Mentre aspetto mi godo questo tramonto, per mille volte ancora. Perchè sedermi e aspettare che il sole cali mi fa sempre sentire bene, a posto. Una sensazione quasi primordiale.  Per me la primavera è questo. E' tranquillità. E' sole caldo ma no troppo, è freddo ma non troppo. Sono viole fiorite pronte per  essere colte e donate alla mamma. Sono giardini colorati. alberi in festa. Bambini che giocano, bambini che vorrebbero in realtà correre ma che non possono sudare. Corse felici all'uscita da scuola e nonne che ti aspettano a casa per prepararti pane burro e zucchero.

Cose per me passate, ma che aspetto con pazienza ad ogni nuova primavera. Forse un giorno le avrò ancora indietro, per ora...mi godo il tramonto.
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venerdì, 22 febbraio 2008
canon F-1



Non credo che mio nonno avrebbe potuto farmi un regalo più bello regalandomi la sua Canon F-1 completa di tutta l'attrezzatura. Nella foto qui sopra mancano i 9 filtri.

E adesso non ho più scuse. Se domani non esco di casa per andare a fare qualche foto, vi prego, prendetemi a calci sui denti!
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mercoledì, 14 novembre 2007
Voglio una casa sulla collina, una collina da dove si veda il mare. Intorno i campi, che regolarmente ogni stagione vengono arati e accuditi. Voglio uno spazio libero dagli alberi che mi lasci vedere il cielo dalla finestra della cucina. E le finestre con le persiane, che lasciano entrare la luce la mattina e il buio la sera.

Voglio un camino per  accendere il fuoco e gustarlo insieme ad un buon vino rosso. Voglio che l'odore del fumo si attacchi ai vestiti e hai capelli per segnare la mia appartenenza alla natura. Voglio veder crescere i semi che pianto e voglio sentire il vento e la pioggia battere sul tetto e sulle pareti, senza riparo alcuno.

Voglio sporcarmi le mani di terra.

Voglio accarezzare l'idea che forse un giorno sarà così, o almeno sapere che ho fatto di tutto perchè fosse così.
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lunedì, 22 ottobre 2007
a meIeri ho comprato l'ultimo libro di Nick Hornby, "Non Buttiamoci Giù", e ho deciso di dedicarmelo.



E' un momento strano questo, mi sento sempre in bilico tra qualcosa che deve succedere, qualcosa che deve cambiare e qualcosa che invece non cambierà affatto. Mi sento come se stessi correndo su una traiettoria circolare, mi muovo di continuo ma sempre su un percorso già fatto. Vedo le cose intorno così diverse, così attraenti e non riesco a raggiungerle. Sono su un binario che non ammette deviazioni, anche se le vorrebbe.



Sono stufa dei visi noti che ho intorno e ne voglio di nuovi. Al tempo stesso mi spiazza sapere che è proprio in questi visi noti che io vedo riflessa ogni giorno la mia immagine, che non mi piace perchè basata su un grosso errore di fondo. Sono veramente io in quell'immagine che mi rimandano? Vorrei uno specchio diverso, o meglio, vorrei non aver bisogno di questo specchio.

Nell'ultimo libro che ho letto, "Partire" di Tahar Ben Jelloun, c'era questa frase: "Il cambiamento..è la chiave del desiderio". Mi ha fatto molto pensare.





Ho necessità di andare altrove. Ma è la solita storia, puoi andare ovunque ma mai lontano da te stessa. Ma non c'è anche la possibilità che in un altro posto io possa trovare quella parte di me che ancora non riesco a far uscire?







"...come una parola già detta, il respiro lieve dell'aria fredda, induce alla ricerca di uno spazio inesplorato, ma familiare per profumi e sensazioni già tradotte in emozioni. Chiudo gli occhi, non sono tue le labbra che mi baciano. "
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