mercoledì, 18 giugno 2008
E così. A volte basta comprasi una maglietta nuova e farsi una doccia per stare meglio. Altre non basterebbe nemmeno la candeggina. Lo schifo e l'odore acre di alcol e le lacrime che ti bagnano il viso ti rimangono impressi come marchi. Per sempre.
Non sono le macchie violacee sulla pelle che ti fanno sentire inevitabilmente diversa, è il sentirti altra rispetto a te. E' capire che per secondi, minuti inesorabili, peggiori di qualunque altra ora hai completamente annullato tutto per cercare di estraniarti da te il più possibile. Per buttare il pensiero là dove sai di poterlo oscurare.
Non credo che basti camminare tra la gente per sentirsi una persona. Eppure c'è chi si rotola nel fango credendosi un dio.
L'impotenza che lega le mani dietro la schiena ti fa urlare, poi, di rabbia. Il dolore piano piano sparisce, ma quell'angoscia subcutanea, insistente, impellente come il più primitivo degli stimoli conduce il pensiero in strade strette senza sbocchi.
E tutto quello che sale dallo stomaco è un costante senso di schifo, una nausea pressante.

Se io potessi cancellare tutto questo e farti vivere come avresti voluto questi giorni, con i preparativi per la festa (una moderna Clarissa), con la gioia di un vestito nuovo e gli auguri gli amici la festa. Tutti per te nel tuo giorno speciale. Se potessi, io metterei le cose a posto così, ma non posso. Non puoi nemmeno tu.

Andremo avanti insieme.
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giovedì, 15 maggio 2008
il mio blog rappresenta in pieno la mia vita ora. Zero stimoli, zero voglia. Un "su e giù" di emozioni e treni.

A dirla tutta gli stimoli non sono zero, sono molti ma non ho il coraggio e gli strumenti per portarli a termine.

E' più che evidente che devo cambiare qualcosa e non è facile, non è per niente sicuro.

Non sono alle mauritius, mauritius....magari!!!

Sono sempre qui a lottare in mezzo a tutti questi omini grigi che mi attanagliano caviglie e pensieri per trascinarmi sempre più giù.

Resta presente, a volte più, a volte meno, la voglia di farcela, di volare.



[...]Credo che non sia tutto qui, però prima di credere in qualcos'altro bisogna fare i conti con quello che c'è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche dio. Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecento mila al mese, però credo anche che se non leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose. Credo che c'ho un buco grosso dentro, ma anche che, il rock n' roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici ogni tanto questo buco me lo riempiono. Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddie Merckx. Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri.
venerdì, 28 marzo 2008
Come se fosse facile, invertire la rotta a riprendere a navigare verso mari che conosci meglio. Come se fosse facile dire a te stessa che si può migliorare. Come se fosse facile guardarsi intorno e non essere schifata da quello che vedi e che senti. Ma dove le troviamo le emozioni per continuare quando l'unica certezza che abbiamo è che, come ogni santo giorno, ci romperemo i coglioni guardando i burattini intorno che non hanno i fili lunghi come i nostri e sanno perfettamente cosa fare. Sorridere al momento giusto, andare in palestra, lavorare, divertirsi.

E ritrovarsi a sperare di avere la vita di qualcun altro solo per toglierti di dosso gli stessi logoranti pensieri di tutti i giorni. E mescolare la mesta rassegnazione che ogni giorno ti stringe le caviglie con un bicchiere di niente. Inarrestabile desiderio di voltare le spalle a tutto e non avere più nemmeno la consolazione che andando via potrei stare meglio. Vorrei smettere di scegliere le cose "meno peggio di...", smettere di ripararmi dientro le finte tristezze e le finte gioie, i finti amori. Giocare l'ultima mano e riposare.

Ma non si può, la ruota gira e le emozioni si appiattiscono e come dopo l'effetto di una droga, l'ansia ti assale portando via anche il colore delle cose.
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martedì, 18 marzo 2008
Piccole gioie quotidiane:



* far sistemare un paio d'occhiali per i quali hai risparmiato, rovinati dopo una sola estate.

** lavare la macchina

*** preparare una sorpresa a chi proprio meno se lo aspetta



Ma da un altro punto di vista:



* scoprire che far sistemare gli occhiali non sarà poi tanto più economico che comprarne un altro paio

** notare, con immancabile disappunto da signorina Rottermeier, che tra poco pioverà

*** la sorpresa....non sarà portata a termine che tra due mesi, fare i conti perciò con quell'insaziabile desiderio di condivisione sarà veramente dura. Non riesco a tenermi un cecio in bocca!





E intanto sognare.....
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sabato, 23 febbraio 2008
Ognuno nella vita ha quello che si merita.



Io ho i week end con la nebbia.
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